PLAGIO: quando la tua risorsa viene copiata e ripubblicata su un altro sito internet, epurata da ogni riferimento a te come autore. Chi ha rubato testi e foto dal tuo sito presenta quindi ai suoi utenti l’opera fingendosene l’autore. Questo tipo di violazione colpisce in egual modo la PERSONA (violazione del diritto di paternità dell’opera) e il PATRIMONIO (conseguenti danni di immagine e perdita profitto). (fonte)
Chi mi conosce sa che durante la giornata passo molto, moltissimo tempo davanti al computer, come penso succeda per la maggior parte delle persone che lavora in ufficio, ormai. E quando finisco in ufficio, a volte anche tardino, arrivo a casa per la seconda razione. Eh sì, le dosi diurne, spesso, non sono sufficienti perchè le cose che faccio sono proprio tante.
Cosa faccio davanti al PC? Invento nuovi servizi, ricerco e sperimento nuove tecnologie, creo relazioni con colleghi in Italia e nel mondo. Fondamentalmente creo comunicazione per il nostro ufficio, il Business Center: testi per il sito, schede, articoli per il blog, prove di leggibilità, aggiornamento di mailing list e di social e professional network per la diffusione di nuovi servizi. E faccio ricerca di plagio.
Si, il plagio. Perchè si sa, a volte magari si è letto qualcosa, è piaciuto e lo si vorrebbe riportare in qualche modo utilizzzandone le essenze. E il riportarlo, questo qualcosa, dovrebbe essere fatto con un po’ di fantasia, adattandolo alle nostre sensibilità, alle nostre contingenze. Si sa mai. A me non piace passare per copione. Un copione è uno che non ha fantasia, che ha poca stima di quello che fa e soprattutto di sè stesso. Perchè se avesse stima prenderebbe delle iniziative invece di farsi cullare dalle parole degli altri.
Quando ricopio un testo sicuramente cito la fonte. Anzi, soprattutto con l’utilizzo di internet il citare una fonte, magari in un blog, mi dà modo di avere un aumento di visibilità dovuto allo scambio di link.
Perchè tutto questo discorso? Perchè ci risiamo. E’ successo un’altra volta.
Da un lato mi fa piacere, perchè penso di essere davvero in gamba. Una mente assolutamente originale, talmente originale e creativa che non può che essere copiata.
Dall’altra sono proprio deluso che qualcuno non possegga la capacità di creare un testo originale avendo a disposizione uno strumento flessibile e completo come la lingua italiana.
Parlo, ovviamente di un centro uffici arredati, un collega (di Reggio Emilia) che mi ha copiato in modo totale, pedissequo, deludentemente a-originale (non so se si possa dire ma rende l’idea) il contenuto di alcune pagine di uno dei miei siti. Per avere un’idea di quanto sia uguale ecco il risultato di Copyscape. Solo di una pagina: le parole evidenziate sono quelle copiate.
E non è il primo! La prima volta il “Fenomeno” (di Verona stavolta) mi ha copiato perfino tutta la grafica, i pulsanti, i menu e perfino l’appartenenza ad associazioni di cui, il “Fenomeno”, non aveva nemmeno mai sentito parlare.
E ora è successo nuovamente.
Per "proteggere" le mie pagine utilizzo uno strumento molto semplice. Si chiama Copyscape e una volta inserito il codice in tutte le pagine si ottiene la possibilità di tenerle monitorate , oltre ad avere la certezza della data di creazione.
Immaginate la delusione e la rabbia nel vedere copiata parola per parola, virgola per virgola e pure refuso per refuso il frutto di ore, giornate di ricerca, perfezionamenti, tentativi per realizzare qualcosa che sia leggibile, memorizzabile con parole semplici in un settore misconosciuto come quello della nostra attività.
Eppure c’è chi di arroga il diritto di prendere e ricopiare tutto senza prendersi la briga di cambiare qualcosa.
pensate, il primo che ho visto, il “Fenomeno” per capirci, al mio tentativo di far valere le mie ragioni mi dice senza un minimo di vergogna “Io ho commissionato il sito a un’agenzia e ho dato loro degli input”. Input, li chiama.
Un’ultima cosa: chi volesse reclamare la paternità di una pagina adducendo il pretesto di essere stato il primo a scrivere un determinato testo, farebbe bene a consultare “The wayback machine“, un sito che tiene traccia di tutte le pagine e d itutte le variazioni delle stesse di tutta la rete.
Mi resta, alla fine, la certezza di essere davvero una mente superiore, se paragonato a questi copioni.
Vergogna, dietro la lavagna!
Gianluca Pollesel
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