mercoledì 10 febbraio 2010

ANCORA SUL PLAGIO

Un aggiornamento sul plagio.

Dopo il caso dell’altro giorno ho abilitato un servizio a pagamento con Copyscape denominato Copysentry. In pratica il software se ne va a scovare nella rete, in mezzo a miliardi di pagine, tutte le pagine che sono state dichiarate con copyright al momento della sottoscrizione del servizio.
E puntualmente, con una certa cadenza, si genera un report in cui vengono evidenziati i casi di plagio delle pagine dichiarate.

Beh, sorpresina.
Pensavo di averle viste tutte ma quella di un sedicente blasonato studio di professionisti che copia totalmente il sito non la immaginavo davvero.

Stavolta pubblico le ricerche di Copysentry così per sfizio.

1 copy found for Business Center: domiciliazioni di sedi legali
(in rosa le parti copiate)
Home page
… Potrete utilizzare l’indirizzo civico del Centro MD STUDIO® per la … Uno dei vantaggi principali sta nell’assoluta indipendenza dai … di cui ci si avvale per le consulenza fiscali o la tenuta della contabilità …


http://www.mdstudiobiella.it/index_file/Page1800.htm

Poi sono andato a vedere tutte le altre pagine e, chiaramente, ho trovato tutte le pagine copiate in modo ignominioso, senza un minimo di pudore. E purtroppo, controllando per bene le altre pagine, ho beccato degli altri copioni.
Prendiamo questi, a campione, per una sola pagina:
Punti di forza
Copia1 dei punti di forza
Copia2 dei punti di forza
Copia3 dei punti di forza

Poi basta avere la pazienza di andare a vedere il resto. E vabbè, dico, alla fine vuol dire che ho scritto delle belle cose.
Resta il fatto che questi signori hanno copiato e quindi… dietro la lavagna coi ceci sotto le ginocchia. Vergogna!

Gianluca “Marziale” Pollesel

PS – Marziale era un poeta romano del I secolo che lamentava il fatto che un “rivale” avesse copiato e declarato un suo celebre componimento (fonte Wikipedia).

venerdì 5 febbraio 2010

DA OGGI INTERNET A 10.2 Mbit NEI NOSTRI UFFICI

Oggi siamo arrivati oltre la barriera dei 10. Già.

10 Megabit di connessione internet. Non penso che in centro a Padova ci siano molte aziende che hanno 10 Megabit di banda nominale disponibile.
Ma da oggi sono davvero orgoglioso di annunciarlo. 10,2 mega bit!

Viene spontaneo domandarsi perchè tutta questa enfasi, visto che le varie compagnie sponsorizzano le connessioni a 20 Mega. Beh, diciamo innanzitutto che in centro a Padova una adsl a 20 Mega non funziona. Non arriva. Niet, nada. Niente da fare, i cavi e le giunzioni sono troppo vecchi per supportare una tecnologia così delicata. E la fibra ottica, nonostante Padova sia stata una delle prime città in Italia ad essere totalmente cablata (mi sembra nel 1996, hanno sventrato strade e condominii per arrivare col cavetto speciale), non è mai stata gestita. Mah misteri della fede.

E allora come possiamo avere questa velocità? Merito di una tecnologia che stiamo portando avanti per primi in italia nel nostro settore in Italia.
Utilizziamo un server con un software appositamente studiato per i business center, Medusa, di produzione inglese, che ci consente di aggregare la banda di più connessioni.
Fino a pochi mesi fa potevano solamente contare su due linee, una principale e una di supporto (di backup, direbbero i tecnici) alla principale in caso di mancato funzionamento.
Ora, invece, prendiamo 3 linee, una hdsl da 2 Mbit da Fastweb, una adsl da 1.2 Mbit da Interbusiness e una da 7 Mbit da Telecom, le colleghiamo a questo server e… voliamo! E a breve aggiungeremo altre 2 linee!

Davvero, un’esperienza esaltante. Lisergica, direi.  :-)

Questo server, ovviamente, non si limita all’aggregazione della banda ma gestisce in modo assolutamente innovativo e completo tutta la rete del nostro Centro, che consta di più di 100 attacchi di rete. Ma di queste caratteristiche scriverò prossimamente.

Per ora vi invito a venire a trovarci per provare sta meraviglia quanto prima!

Gianluca Pollesel
PS – Portatevi la patente da navigatori dell’iperspazio!

sabato 23 gennaio 2010

POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA: PEC-CATO CHE NON L’ABBIANO TUTTI

pec - posta certificata

Una volta c’era il telex.
Quelli della mia generazione, che hanno lavorato in un centro uffici negli anni ’80, lo ricordano perfettamente: una sorta di macchinona da scrivere, enorme, con una fessura in cui veniva perforata una banda (gialla) che era letta in un’altra fessura e qundi archiviata. Era uno strumento che si collegava ai CED delle Poste Italiane e che garantiva, proprio perchè le poste facevano da tramite, che una comunicazione fosse ricevuta integralmente a un corrispondente. Di più, tutte le copie delle transazioni venivano conservate per 10 anni, così da costituire prova tangibile dello scambio epistolare.
A volte era l’unico modo per inviare ordini, in tempo reale, anche in posti inaccessibili oltre la cortina di ferro o in Africa. E l’indirizzo era una sorta di acronimo della propria ragione sociale: il nostro era 430275 BUSCEN – I.

A distanza di 20 anni arriva la posta elettronica certificata che funziona in modo analogo. Si acquista una casella di posta apposita da un provider accreditato e da quel momento si può inviare (e ricevere) una comunicazione ad (e da) un’altra casella certificata con la certezza che la trasmissione avrà un valore legale. Il provider è obbligato a mantenere traccia della trasmissione per 30 mesi, così da garantire, come nel caso del telex, evidenza dello scambio. Per legge devono avere la PEC tutti gli ordini professionali, dalla fine dello scorso anno, tutte le società di capitale di nuova costituzione e, entro un paio d’anni, anche tutte le restanti società di capitali già costituite. Tutto ciò prenderà il posto della posta raccomandata.
Come si riconosce una casella di posta certificata da una normale: l’indirizzo è composto da nome@pec.provider.xx, dove “pec” identifica la casella certificata.
Se poi uno si vuole complicare la vita, e questo è il nostro caso, cambia completamente il vecchio provider di posta elettronica e sposta tutto presso un provider che possa gestire e ospitare, in modo personalizzato, questa casella. Per cui, al posto di un generico “@pec.provider.xx” ora abbiamo la nostra casella di posta elettronica certificata personalizzata.
Così da oggi, per qualsiasi comunicazione che debba avere un valore ufficiale potrete scrivere a info@pec.businesscenter.it.
Vabbè, direte, il solito esteta. Sì, avete ragione, ma in questo modo, cambiando il fornitore del server di posta (che per inciso è Aruba) ho ancora, come ai tempi del telex, un indirizzo personalizzato. E in più un sacco di altre cose personalizzabili secondo le mie necessità.
Perchè dicevo “PEC-cato che non l’abbiano tutti”? Perchè purtroppo quello che utilizziamo non è uno standard internazionale. Nonostante segua dei protocolli davvero rigidi, riconosciuti anche a livello internazionale, questo standard non vale se non per l’Italia. Ed è un vero PEC-cato perchè si potrebbe utilizzare uno strumento davvero flessibile e veloce evitando sprechi di tempo, denaro e carta.
Gianluca Pollesel

giovedì 14 gennaio 2010

IL PLAGIO, CHE TRISTEZZA!

Definizione.

PLAGIO: quando la tua risorsa viene copiata e ripubblicata su un altro sito internet, epurata da ogni riferimento a te come autore. Chi ha rubato testi e foto dal tuo sito presenta quindi ai suoi utenti l’opera fingendosene l’autore. Questo tipo di violazione colpisce in egual modo la PERSONA (violazione del diritto di paternità dell’opera) e il PATRIMONIO (conseguenti danni di immagine e perdita profitto). (fonte)

Chi mi conosce sa che durante la giornata passo molto, moltissimo tempo davanti al computer, come penso succeda per la maggior parte delle persone che lavora in ufficio, ormai. E quando finisco in ufficio, a volte anche tardino, arrivo a casa per la seconda razione. Eh sì, le dosi diurne, spesso, non sono sufficienti perchè le cose che faccio sono proprio tante.

Cosa faccio davanti al PC? Invento nuovi servizi, ricerco e sperimento nuove tecnologie, creo relazioni con colleghi in Italia e nel mondo. Fondamentalmente creo comunicazione per il nostro ufficio, il Business Center: testi per il sito, schede, articoli per il blog, prove di leggibilità, aggiornamento di mailing list e di social e professional network per la diffusione di nuovi servizi. E faccio ricerca di plagio.

Si, il plagio. Perchè si sa, a volte magari si è letto qualcosa, è piaciuto e lo si vorrebbe riportare in qualche modo utilizzzandone le essenze. E il riportarlo, questo qualcosa, dovrebbe essere fatto con un po’ di fantasia, adattandolo alle nostre sensibilità, alle nostre contingenze. Si sa mai. A me non piace passare per copione. Un copione è uno che non ha fantasia, che ha poca stima di quello che fa e soprattutto di sè stesso. Perchè se avesse stima prenderebbe delle iniziative invece di farsi cullare dalle parole degli altri.
Quando ricopio un testo sicuramente cito la fonte. Anzi, soprattutto con l’utilizzo di internet il citare una fonte, magari in un blog, mi dà modo di avere un aumento di visibilità dovuto allo scambio di link.

Perchè tutto questo discorso? Perchè ci risiamo. E’ successo un’altra volta.
Da un lato mi fa piacere, perchè penso di essere davvero in gamba. Una mente assolutamente originale, talmente originale e creativa che non può che essere copiata.
Dall’altra sono proprio deluso che qualcuno non possegga la capacità di creare un testo originale avendo a disposizione uno strumento flessibile e completo come la lingua italiana.
Parlo, ovviamente di un centro uffici arredati, un collega (di Reggio Emilia) che mi ha copiato in modo totale, pedissequo, deludentemente a-originale (non so se si possa dire ma rende l’idea) il contenuto di alcune pagine di uno dei miei siti. Per avere un’idea di quanto sia uguale ecco il risultato di Copyscape. Solo di una pagina: le parole evidenziate sono quelle copiate.
E non è il primo! La prima volta il “Fenomeno” (di Verona stavolta) mi ha copiato perfino tutta la grafica, i pulsanti, i menu e perfino l’appartenenza ad associazioni di cui, il “Fenomeno”, non aveva nemmeno mai sentito parlare.
E ora è successo nuovamente.

Per "proteggere" le mie pagine utilizzo uno strumento molto semplice. Si chiama Copyscape e una volta inserito il codice in tutte le pagine si ottiene la possibilità di tenerle monitorate , oltre ad avere la certezza della data di creazione.
Immaginate la delusione e la rabbia nel vedere copiata parola per parola, virgola per virgola e pure refuso per refuso il frutto di ore, giornate di ricerca, perfezionamenti, tentativi per realizzare qualcosa che sia leggibile, memorizzabile con parole semplici in un settore misconosciuto come quello della nostra attività.
Eppure c’è chi di arroga il diritto di prendere e ricopiare tutto senza prendersi la briga di cambiare qualcosa.
pensate, il primo che ho visto, il “Fenomeno” per capirci, al mio tentativo di far valere le mie ragioni mi dice senza un minimo di vergogna “Io ho commissionato il sito a un’agenzia e ho dato loro degli input”. Input, li chiama.
Un’ultima cosa: chi volesse reclamare la paternità di una pagina adducendo il pretesto di essere stato il primo a scrivere un determinato testo, farebbe bene a consultare “The wayback machine“, un sito che tiene traccia di tutte le pagine e d itutte le variazioni delle stesse di tutta la rete.

Mi resta, alla fine, la certezza di essere davvero una mente superiore, se paragonato a questi copioni.
Vergogna, dietro la lavagna!

Gianluca Pollesel

venerdì 8 gennaio 2010

IMPARARE DAL PASSATO PER COSTRUIRE IL FUTURO






Beh, sembra una di quelle frasi con cui un guru può aprire ad effetto un seminario sul karma.
Ma se caliamo questa affermazione nella vita di tutti i giorni possiamo trovare degli elementi di riflessione, sia per noi stessi che per quello che facciamo.


Mi capita spesso di pensare a quando è nato quest’ufficio. Lo faccio con uno spirito indagatore, per capire un sacco di cose.
Cerco le motivazioni che una volta, quando ancora l’affermazione dei servizi nella nostra società economica non era ancora così forte, poteva spingere un’azienda a servirsi del nostro Centro Uffici. E scopro che alla fine sono le stesse di adesso: la ricerca di efficienza.
Cerco di capire anche come nel tempo si siano evoluti i bisogni. Una volta la richiesta di servizi segretariali era incredibilmente forte: dattilografia, servizi fax, servizi telex, trascrizione di testi scritt a mano.
E per contro la necessità di immagine era minore, si perdonavano molte piccole cose, come fili volanti, sedie non sempre coordinate, improvvisazione nell’arredo. L’importante era che ci fosse il servizio.


Ora le cose sono molto cambiate. L’avvento dei computer ha stravolto compleamente ciò che una volta era il servizio che potevamo erogare. I clienti sono sempre più indipendenti, sanno maneggiare le tecnologie con molta disinvoltura. Con un laptop fanno tutto, a patto che ci sia “solo” una connessione internet. E, nonostante la necessità di un posto in cui fisicamente fermarsi sia inferiore, la richiesta di immagine e l’attenzione al minimo particolare rendono il nostro lavoro ogni giorno una sfida sempre più forte. Dobbiamo essere in grado, nonostante tutte le premesse, di proporre qualcosa prima che ci venga richiesto. Ed ecco che si ricercano tecnologie sempre più sofisticate, affidabili, immediate così da poter soddisfare, o generare, le necessità del cliente.


Verso il futuro guardando il passato. Sì, è uno scenario piuttosto complesso ma si può pensare che, nonostante molti indicatori facciano pensare che sarà sempre un posto promiscuo e a bassa permanenza, la richiesta di un bello spazio, accogliente e con del personale che accoglie in modo cordiale anche i propri clienti sarà imprescindibile. I servizi saranno sempre più veloci, liquidi e dovranno vestirsi sul cliente con maggiore flessibilità e interazione digitale.
In un prossimo articolo proverò a immaginare uno scenario futuribile a medio termine.


Nel repertorio del passato abbiamo trovato alcune fotografie che ho montato in un filmato che propongo.


Uno stimolo: guardare al passato per costruire il futuro.


Gianluca Pollesel

mercoledì 30 dicembre 2009

Integrare social network con blog e siti. Una prova pratica

In questi giorni in parallelo con l’amico Gianluca Mastroianni, del centro MBCenter di modena e coordinatore in italia del portale ufficiarredeti.it, stiamo lavorando tantissimo sulle novità legate ai widget di Facebook, quei particolari codici che consentono di creare delle piccole finestre, dei riquadri da posizionare all’interno di blog o pagine html e che possano far riferimento, se cliccate, a degli url di siti.

Ecco quello che ha preparato Gianluca Mastroianni (l’omonimia a volte è una dannazione, ma... omen nomen!) per il sito www.ufficiarredati.info.
Quello nostro, che rimanda alla pagina di Business Center su Facebook, lo trovate nella barra di destra.

A cosa servono questi widget? essenzialmente a dirottare traffico sulle pagine di facebook. Ormai l’integrazione tra social network e il proprio sito o blog è diventato imprescindibile. La rete lega tutto in una sorta di continuum ipertestuale in cui l’utente si trova a recuperare notizie e aggiornamenti senza soluzione di continuità. Chi non dovesse aggiornarsi in questo senso sembra possa essere tagliato fuori.
facebook, inoltre, è solo uno dei social network. L’integrazione va anche spinta su Twitter, che nel nostro paese solo quet’anno si sta affermando con forza, su Linkedin, che è un professional network.
Il tutto va integrato con presentazioni su YouTube e su Slideshare per dare il massimo risalto a notizie e soprattuttoper legare in modo continuo tutte le informazioni che vogliamo rendere pubbliche.

Gianluca Pollesel

giovedì 10 dicembre 2009

30 ANNI CON LA FAMIGLIA POLLESEL

Su Glittermagazine.it, il portale degli eventi padovani, abbiamo ricevuto una recensione dell’evento del 26 novembre, l’evento che ha celebrato i 30 anni di attività del nostro centro direzionale. Bello che se ne parli in questo modo, bello esservi arrivati ancora freschi e con una gran voglia di far bene.
Riporto l’articolo per intero e aggiungo il link per comodità.
Gianluca Pollesel

“Tante le persone arrivate al civico 217 di via Savonarola per festeggiare i 30 anni di Business Center, l’azienda fondata nel 1979 da Mario Pollesel e che da tempo vede al timone anche il figlio Gianluca. Tre cocktail diversi e tanti colori per ricordare la storia aziendale ed i particolari servizi, che offre come l’“Ufficio Virtuale” e “Ufficio a Tempo”, decisamente all’avanguardia 30 anni fa ed in perfetta linea con i tempi perché in grado di aiutare e fare la differenza ad aziende e professionisti in questo particolare periodo economico.
Il nome dell’evento “Le vie del business” non è stato scelto a caso, perché riunisce le attività aziendali caratteristiche di questa innovativa impresa Padovana: Ufficio Arredati a tempo, Ufficio Virtuale e DayOffice. L’Ufficio a tempo è un pacchetto di servizi “chiavi in mano”, per affittare un ufficio all’interno del Business Center, completo di arredi, attrezzature, servizi accessori e servizio di segreteria, che si adatta alle varie esigenze e necessità aziendali. A questo si aggiungono il noleggio di sale riunioni e uffici a giornata, da poter utilizzare a seconda del bisogno anche per clienti estemporanei e dell’innovativo “Ufficio Virtuale”, un punto di riferimento per liberi professionisti ed aziende che possono avere un numero telefonico e un servizio di segreteria con risposta personalizzata, un indirizzo per ricevere la posta e un servizio fax senza la necessità di dover investire in un vero e proprio ufficio compreso il personale. O, perché no, per ridurre i costi di segreteria di un ufficio già esistente, come dimostra il crescente numero di professionisti che si avvale di questo servizio.Altre info su www.businesscenter.it

glittermagazine.it